Ho fatto tutti gli errori possibili (Robert Doisneau)
Non ha senso continuare a chiedersi se la fotografia sia o meno una forma d’arte, perché l’arte è fuori moda e noi abbiamo bisogno di altro (Man Ray)
Ho vissuto la camera oscura e la pellicola.
Sono un fotografo free-lance con note vintage.
Classe 1970, autodidatta.
Ancor prima di iniziare a fotografare, sono stato uno stampatore di bianco e nero. Iniziai con i negativi trovati in casa per poi divenire uno stampatore per fotografi di cerimonia.
Fu più per l’esigenza di auto-produrmi materiale da stampare che acquistai, a metà degli anni ’80, la mia prima macchina fotografica, una Yashica F3 super 2000, ancora perfettamente funzionante. Le prime pellicole le utilizzavo per fotografare tutto ciò che c’era in casa: ciò che mi interessava non erano i soggetti ma le sperimentazioni in camera oscura. Di lì a poco, iniziai a fotografare per strada e, sempre per strada, improvvisando bancarelle sui marciapiedi, vendevo le mie stampe. A metà degli anni ’90, frequentai un corso di fotografia pubblicitaria dedicandomi, successivamente, in maniera continuativa, in questo settore. Ancora oggi è il mio principale interesse lavorativo. Come sempre, però, spazio ovunque ne ho l’opportunità. L’importante, per me, è scattare. Mi muovo, quindi, in ogni campo: dalla pubblicità alla cerimonia, dagli eventi agli spettacoli, alle riproduzioni d’arte…la fotografia mi permette di coltivare rapporti: con me stesso, con le persone, con le emozioni…
Non ho mai smesso di ricercare e sperimentare. Ho realizzato diversi progetti personali che si sono conclusi con esposizioni pubbliche.
Ho introdotto la mia breve biografia con due frasi di due maestri della fotografia, tra i miei più importanti riferimenti negli anni delle scoperte e delle ricerche ansiose e frenetiche. Come ieri, rappresentano ancora un punto di riferimento. Anzi, oggi, più che mai, sono divenute ancora più potenti. Non mi applico più nel seguire il progresso. L’Intelligenza Artificiale farà pure passi velocissimi ma resta tecnologia, non è anima e cuore.
La fotografia, in qualsiasi campo applicativo, per me, è rimasta quella di sempre: la ricerca del sentimento, dell’emozione, il racconto, anche se solo nei confronti di un prodotto commerciale. Senza empatia non si può trasmettere alcun messaggio. La fotografia è confronto ed è anche l'altro, quell'altro a cui forse alludeva Man Ray. Cose umane, prima di tutto! Cose che nessuna tecnologia potrà mai eguagliare e/o superare.
Uno dei motivi principali che, fin dalla giovinezza, mi hanno spinto ad intraprendere la carriera di fotografo è: lasciare tracce del mio passaggio. Non si tratta di un obiettivo, né di una meta da raggiungere. Sul mio percorso, la conclusione non è prevista; sul mio cammino, vi sono le impronte nitide dei miei passi.
Ho ancora tanti errori da fare!